Patologie

Mangereste uova e caffè per colazione, verdure amare e pesce a pranzo, insalata di avocado per cena? Se si, stareste applicando i dettami della dieta chetogenica, regime alimentare ideato nel 1920 che ancora oggi permette a molte persone di tenere sotto controllo malattie gravi ed invalidanti.

È una dieta iperlipidica e povera di carboidrati, nonostante per decenni sia stata considerata pericolosa per la salute, è stata recentemente rivalutata e sta guadagnando popolarità, soprattutto tra coloro che soffrono di malattie del Sistema Nervoso Centrale e di malattie metaboliche.

Perché fare una dieta per curare queste patologie? Perché spesso solo i farmaci non permettono di ottenere benefici sufficienti.

Perché funziona questo tipo di alimentazione? I chetoni, che si liberano nel sangue quando si segue un’alimentazione a basso tenore di carboidrati, mimano lo stato metabolico che si verifica quando il corpo è in restrizione calorica o a digiuno, condizioni che notoriamente migliorano la salute e incrementano la longevità. Esistono molti protocolli chetogenici, alcuni più facili e altri più difficili da seguire, ma tutti garantiscono buoni risultati.

Ci sono degli alimenti permessi, degli altri permessi con moderazione e degli altri ancora vietati.

Alimenti permessi sono ad esempio: le verdure a foglia, biete, broccoli, cavoli, cetrioli, zucchine, ravanelli

Alimenti permessi, ma in quantità controllate: asparagi, carciofi, cavolini di Bruxelles, cipolline, fagiolini, melanzane, peperoni gialli e rossi, pomodori, porri, rape e zucca gialla.

Alimenti vietati: barbabietole, patate e carote cotte

La dieta chetogenica non dovrebbe essere fatta da soli senza la supervisione di un medico. Per la sua fisiologica azione a livello del sistema nervoso centrale, è indicata per i casi di epilessia resistente ai farmaci: alcuni specialisti la suggeriscono anche per il trattamento delle cefalee più gravi, e in alcuni casi di Parkinson e Alzheimer, anche se ancora allo studio.

Può venire utilizzata con successo nei casi di obesità grave o refrattaria, ad esempio nei pazienti che devono prepararsi alla chirurgia bariatrica o sottoporsi ad un intervento chirurgico. Una moderata chetosi può offrire vantaggi anche in caso di diabete di tipo 2, sindrome metabolica e steatosi epatica

La dieta chetogenica è controindicata nelle donne in gravidanza e allattamento, nelle persone che soffrono di insufficienza epatica, cardiaca o renale, nei giovani malati di diabete di tipo 1, nei soggetti con disturbi psichici e comportamentali (anoressia, abuso di alcol e droghe), e in chi soffre di angina, aritmie cardiache.

In genere viene effettuata a cicli di tre/ quattro settimane ed il calo di peso auspicabile è di circa 1-2 chili alla settimana.

I carboidrati che si possono assumere vanno dai 30 ai 50 grammi al giorno (meno di 1 grammo per chilo di peso corporeo); Circa 1 grammo di proteine per chilo di peso corporeo al giorno e tra i 15 e i 30 grammi al giorno di lipidi.

Se si usano alimenti naturali, come sarebbe sempre auspicabile, la dieta risulterà presto un po’ limitata e ripetitiva.

La cefalea è il più frequente effetto collaterale, che però tende a scomparire spontaneamente entro 72 ore. Altri effetti possono essere l’alitosi, bocca secca e stipsi. Alcuni pazienti lamentano anche una aumentata sensibilità al freddo.

Riassumendo quindi la dieta chetogenica è stata pensata per trattare una serie di malattie. Tuttavia, ha degli effetti sorprendenti per quanto riguarda la perdita di peso.

  • Riduce l’appetito e la voglia di zuccheri
  • Aiuta a perdere peso senza sentire lo stimolo fame
  • Riduce i livelli di insulina nel sangue
  • Aiuta a bruciare il grasso addominale
  • Riduce i livelli dei trigliceridi nel corpo
  • Aumenta il  colesterolo buono HDL
  • Riduce i livelli di zucchero nel sangue
  • Abbassa la pressione sanguigna
  • Previene l’infarto, le malattie renali e i problemi di cuore
  • Migliora la sindrome metabolica

 


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Contatta la Dott.ssa Laura Gherardini al 334.2317964

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