Microbiota intestinale umano

La scoperta del microbiota intestinale umano rappresenta la nuova frontiera della medicina.

Perché interessarsi dei batteri che colonizzano il nostro intestino? Perché influenzano il nostro stato di salute molto più di quanto si possa immaginare.

Non è nuova l’idea che la salute e la malattia dipendano dalle condizioni dell’intestino.

Nuovissima invece è la scoperta che la salute non dipende solo dalle condizioni delle cellule umane, ma dallo stato della numerosissima popolazione batterica che vive all’interno del nostro intestino.

Il microbiota intestinale umano è l’insieme di tutti i microorganismi che in maniera fisiologica o talvolta patologica, vivono in simbiosi con il corpo umano.

Viene chiamato anche l’”organo nascosto”.

In condizioni di stress psico-fisici, alimentari, ambientali o in seguito all’assunzione di farmaci si assiste ad uno sbilanciamento della flora batterica intestinale (disbiosi) che rende l’organismo suscettibile all’attacco dei patogeni.

Esistono degli esami da fare per indagare le caratteristiche del microbiota di ciascuno, ma anche delle regole dietetiche da seguire successivamente per favorire la formazione di una flora batterica salutare, in grado cioè di potenziare il sistema immunitario e prevenire malattie metaboliche e cardiovascolari e alcuni tumori.

Solo 10 anni fa l’analisi del microbiota intestinale umano costituiva una tecnica sperimentale e costosissima; negli ultimi due anni alcune università hanno messo a punto una tecnica di sequenziamento genetico che va alla ricerca di uno specifico gene presente solo nei batteri (marker caratteristico) e diverso per ciascun ceppo batterico.

Un ulteriore passo da compiere è quello di aumentare la consapevolezza degli addetti ai lavori (medici, nutrizionisti, dietologi, etc) su queste tematiche e sulla nuova visione della salute che prevedono.

Ad esempio: è il genoma batterico a determinare la velocità di metabolizzazione dei nutrienti; che senso ha quindi continuare a parlare di calorie nelle diete? E questo spiega in parte perché la sola restrizione calorica risulti spesso inefficace nel trattamento dell’obesità.

Ma quanti nutrizionisti e dietologi ragionano in quest’ottica e quanti invece continuano a elaborare piani dietetici con grammature e calorie?

Lo studio delle genetica batterica rappresenta la base della scienza dei prossimi anni ed è molto probabile che questa metodica si diffonda nella maggior parte degli ospedali del nostro paese.

Il sequenziamento genomico ci restituisce una mappa delle popolazioni batteriche che risiedono all’interno di ciascuno e questo ci permetterà di fare previsioni epidemiologiche e di pianificare interventi terapeutici efficaci ..

E’ possibile infatti intervenire sulle specie batteriche residenti in un determinato momento della vita modificando la dieta e lo stile di vita del soggetto, somministrando probiotici o addirittura trapiantando i batteri di un individuo sano in uno malato e chissà quali altri frontiere ci riserva lo studio dei segreti dell’intestino, il nostro secondo cervello.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterest