Psoriasi e Microbiota intestinale

La psoriasi è un disordine di crescita e di attività dei cheratinociti, ad andamento cronico recidivante che può comparire a qualsiasi età ed interessare qualsiasi parte della cute. La prevalenza nella popolazione è stimata tra l’1% ed il 3% e generalmente un terzo dei pazienti sviluppa la prima manifestazione di psoriasi già in età infantile o adolescenziale.

Questa malattia non riguarda solo la pelle poiché nella sua comparsa e sviluppo ha un ruolo chiave l’intestino e il microbiota intestinale.

L’alterazione dei lipidi è riconosciuta come una componente molto importante nella patogenesi della psoriasi: ad esempio la prevalenza dell’obesità e della resistenza all’insulina nei pazienti psoriasici è superiore rispetto a quella osservata nel resto della popolazione. Ancora non è chiaro se questa condizione rappresenti un fattore di rischio o una conseguenza. Quello che è certo è che l’eccesso di tessuto adiposo e l’insulino-resistenza portano ad un’esacerbazione della sintomatologia psoriasica rispetto ad un normopeso, a causa del continuo stato infiammatorio con incremento del rilascio di citochine pro-infiammatorie dagli adipociti che caratterizza il soggetto sovrappeso e obeso.

Inoltre, a circa il 10% dei pazienti con malattie infiammatorie croniche dell’intestino viene diagnosticata la psoriasi, rendendo l’associazione con l’infiammazione intestinale particolarmente forte.

La dieta interviene nelle alterazioni del microbiota intestinale e può contribuire a ridurre le recidive e le esacerbazioni della malattia.

L’eccesso di zuccheri semplici favorisce ibatterici patogeni e porta a disbiosi intestinale e ad un aumento delle citochine infiammatorie. Per contro, carboidrati complessi ad alto contenuto di fibra, hanno dimostrato di ridurre l’infiammazione.

Gli acidi grassi a catena corta, prodotti dalla fermentazione batterica delle fibre nell’intestino, in particolare il butirrato, sopprimono le risposte immunitarie inibendo la proliferazione, la migrazione, l’adesione e la produzione di citochine infiammatorie.

Gli acidi grassi a catena corta (SCFA: short chain fat acid) sono anche ritenuti fondamentali nel determinare la predominanza di alcuni ceppi batterici della pelle che successivamente influenzano i meccanismi di difesa cutanea.

É il caso dei Propionibacterium, un genere batterico capace di produrre gli acidi grassi, in particolare acetato e propionato.

L’acido propionico presenta effetti antimicrobici contro Staphylococcus aureus, il principale responsabile delle infezioni cutanee, tra cui l’acne.

La comparsa delle piaghe della psoriasi potrebbe essere collegata anche al trasferimento di batteri nel flusso sanguigno a causa di un’aumentata permeabilità delle pareti intestinali.

L’alterazione della microflora e della barriera non è quindi associata esclusivamente alle patologie intestinali, ma coinvolge anche quelle sistemiche: una volta entrati nel circolo sanguigno, i batteri e i loro metaboliti si accumulano nella pelle alterandone l’omeostasi.

A livello intestinale, nei pazienti psoriasici si individua una riduzione dei batteri degradanti muco e che producono SCFA, quali Akkermansiae Ruminococcus, fondamentali per il mantenimento della barriera intestinale, e di simbionti, inclusi Bifidobacteria, Lactobacilli e Faecalibacterium prausnitzii.

Si riscontra inoltre un’alterazione del rapporto Firmicutese Bacteroidetes, associata anche all’aumento del BMI (Body Mass Index) e implicata nelle malattie cardiovascolari, e la colonizzazione di patobionti quali Salmonella, E. coli, Helicobacter, Campylobacter, Mycobacterium e Alcaligenes. Questi microrganismi in particolari condizioni sono in grado di indurre una risposta mediata dai linfociti T non fisiologica, aggravando lo stato infiammatorio.

Dall’analisi del microbiota intestinale del soggetto in esame è quindi possibile ottenere un quadro dello stato di salute generale su cui elaborare successivamente un piano alimentare ad hoc con il supporto di pre e probiotici, al fine di modulare il microbiota e ripristinare lo stato di eubiosi. La dieta mediterranea caratterizzata da cereali integrali, legumi frutta e verdura, pesce oltre a garantire un’alimentazione equilibrata per mantenersi in salute e combattere le cosiddette malattie del benessere (quali tumori, ipertensione, diabete e patologie cardiovascolari), sembra favorire anche la crescita di tutti quei batteri che contrastano lo sviluppo e la colonizzazione dei batteri infiammatori.

La perdita di peso e un modello nutrizionale mediterraneo sembrano così essere le raccomandazioni principali per ridurre lo stato infiammatorio in generale e contrastare i sintomi e le recidive della psoriasi.

In collaborazione con la Dott.ssa Teresa Sparelli.


Desideri ricevere maggiori informazioni sull’argomento?

Contatta la Dott.ssa Laura Gherardini al 351 88 98 204

Facebooktwitterredditpinterest