Flavonoidi: come il mondo vegetale influenza il nostro microbiota

Mangiare le giuste quantità di frutta e verdura è uno dei principali pilastri di un corretto regime alimentare: non solo rappresentano una fonte di sali minerali, vitamine e fibre ma favoriscono anche l’apporto di antiossidanti, in particolare di flavonoidi (come antociani, flavoni e altri pigmenti).

I flavonoidi sono sostanze che, nelle piante, rivestono un ruolo chiave nei meccanismi di difesa, oltre che nell’impollinazione e nel conferire ai diversi frutti che li contengono il proprio colore caratteristico; delle diverse tipologie di flavonoidi sono ricchi non solo more e mirtilli, ma anche spinaci, cipolle rosse, sedano, soia, cacao, mandorle, fragole, prugne, mela e alcune bevande comee vino rosso.

Queste sostanze fitochimiche rientrano nell’elenco del Ministero della Salute come “Altri nutrienti e altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico”, esercitando svariate attività biologiche che risultano essere molto utili per l’organismo: oltre ad un’azione antiossidante e antitumorale sono stati associati anche a un minor rischio di malattie croniche e al miglioramento dei valori della pressione sanguigna. Da qui l’importanza per la salute attribuita a questi composti.

Inoltre, anche i flavonoidi sono in grado di modificare il microbiota intestinale. Sono state identificate sei comunità microbiche associate all’assunzione di sei classi di flavonoidi (flavonolo, flavanolo monomero e polimero, flavanone, flavone e antocianidina). Infatti, l’assunzione di alimenti ricchi di flavonoidi ha dimostrato di modificare la composizione della flora intestinale, esercitando effetti simili a quelli dei prebiotici. Inoltre, composti fenolici alimentari non assorbiti e i loro metaboliti esercitano un’attività antimicrobica o batteriostatica. In particolare, questi metaboliti inibiscono selettivamente la crescita dei patogeni (negativi) e stimolano la crescita di batteri commensali (positivi), proprio come accade con i probiotici.

Ad esempio:

  • Gli antociani dei frutti di bosco hanno dimostrato di inibire la crescita di Staphylococcus patogeni , Salmonella spp., Helicobacter pylori e Bacillus cereus (negativi);
  • Il resveratrolo, un potente antiossidante presente in piccole quantità nel vino, favorisce l’aumento di Bifidobacterium e Lactobacillus (positivi) e inibisce l’espressione di fattori di virulenza di Proteus mirabilis (negativo);
  • Le catechine del hanno anche dimostrato di modificare il contenuto mucina dell’ileo che potrebbe modulare l’adesione batterica e la colonizzazione, esercitando un’azione protettiva;
  • Il flavonolo, che si trova principalmente nella cipolla, nele nella mela, favorisce microrganismi come Parabacteroides goldsteinii e Faecalibacterium prausnitzii (positivi).

Perciò i flavonoidi sembrano avere il potenziale di conferire effetti benefici per la salute anche attraverso una modulazione della flora batterica intestinale, influenzando diverse comunità microbiche che dipendono dall’esposizione di un individuo a specifici flavonoidi alimentari.

Tuttavia, anche se gli effetti d’interazione tra i flavonoidi e le funzioni specifiche della flora intestinale rimangono in gran parte indefinite, i risultati finora ottenuti supportano l’idea che la dieta è in grado di modulare la composizione del microbiota intestinale.

In particolare, l’interazione antiossidanti-microbiota sottolinea ulteriormente l’importanza di un consumo adeguato e vario di frutta e verdura, incentivando uno stile di vita sano che favorisce l’equilibrio e il benessere della nostra flora intestinale.

FONTI:

  • I flavonoidi modificano la composizione del microbiota intestinale – https://microbioma.it/alimentazione/i-flavonoidi-modificano-la-composizione-del-microbiota-intestinale/
  • Il microbiota umano: funzioni biologiche e interrelazioni con lo stile di vita e alimentare – http://www.fosan.it/system/files/Anno_45_1_03.pdf

In collaborazione con la Dott.ssa Teresa Sparelli.


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