La pianta di cachi (detto anche Mela d’Oriente) è una delle più antiche piante da frutta coltivate dall’uomo, conosciuta per il suo uso in Cina da più di 2000 anni. In Italia è un tipico frutto autunnale.

Il kaki apporta circa 65 kcal per 100 g. È composto da circa 18% di zuccheri, il 78,20% di acqua, lo 0,80% di proteine, lo 0,40% di grassi oltre a vitamina C. È ricco di betacarotene, un potente antiossidante e di potassio.
Ha proprietà lassative e diuretiche, rimineralizzanti ed energizzanti ed è sconsigliato a chi soffre di diabete o ha problemi di obesità. Presenta inoltre virtù epatoprotettive, ma anche della milza, pancreas, stomaco, prostata e intestino tenue.

Se consumato acerbo il frutto risulta astringente e presenta il classico gusto “allappato” a causa della notevole quantità di tannino. Un piccolo trucco per accelerare il processo di maturazione è quello di sistemare il frutto vicino a delle mele, che rilasciano etilene.

Data la consistenza gelatinosa del kaki, è perfetto anche per preparazioni come i budini, anche accompagnato da altri frutti, magari con connotazione più acida, per riequilibrare l’eccessiva dolcezza. In Giappone il kaki viene utilizzato per la realizzazione di bevande alcoliche, comprese alcune varietà di sakè.

Gli effetti regolatori sull’intestino sono i più conosciuti, ma i kaki in realtà sono i frutti perfetti anche per i bambini, gli sportivi, gli astenici, poiché hanno straordinarie capacità energizzanti, dovute principalmente agli zuccheri che contengono. Gli effetti diuretici sono dovuti all’alta percentuale contenuta di potassio, quelli lassativi sono anche conseguenza della discreta quantità di fibre.

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