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I benefici della soia

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La soia appartiene alla famiglia delle Leguminose e ha caratteristiche nutrizionali molto particolari. Oltre ad avere un quantitativo proteico superiore rispetto agli altri legumi, la soia è ricca di grassi polinsaturi, fibre e minerali come calcio, potassio, ferro e fosforo.

Una delle principali caratteristiche che contraddistingue questo legume è la presenza di fitoestrogeni, in particolare i cosiddetti isoflavoni. Questi ultimi sono sostanze naturali con attività ormonale e hanno una struttura molto simile a quella dell’estradiolo, il principale estrogeno prodotto dalle ovaie [1].

Proprio a causa della presenza di queste sostanze l’utilizzo della soia nell’alimentazione è argomento controverso.

Da un lato, infatti, gli isoflavoni hanno degli effetti positivi come ad esempio nella riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue e nel trattamento dei sintomi della menopausa. Durante la menopausa, infatti, l’arresto della produzione di estrogeni da parte delle ovaie determina l’insorgenza di una serie di disturbi quali alterazione della termoregolazione con conseguenti vampate di calore, comparsa di dolori articolari, riduzione della densità ossea e aumento del rischio di sviluppare osteoporosi.

In questo senso i fitoestrogeni della soia sembrerebbero rappresentare un valido supporto alla terapia ormonale sostitutiva della menopausa: la loro analogia strutturale con gli estrogeni femminili, infatti, fa si che questi siano in grado di legarsi agli stessi recettori con cui interagiscono gli estrogeni e di regolare le funzioni che sono controllate da questi ormoni prima della menopausa [2].

Dall’altro lato, però, in determinate condizioni il consumo di soia può avere controindicazioni.

È il caso, ad esempio, delle persone che soffrono di alterazioni tiroidee e che assumono farmaci per la tiroide.

Studi per lo più animali hanno evidenziato che in soggetti con ipotiroidismo subclinico il consumo di elevate quantità di soia associato a una condizione di deficit di iodio può determinare una più facile progressione vero una forma conclamata di ipotiroidismo [3].

Nei soggetti con diagnosi conclamata di ipotiroidismo e che assumono farmaci per il trattamento di questo, invece, è stato dimostrato che i fitoestrogeni presenti nella soia possono interferire con l’assorbimento della Levotiroxina [4].

In questo caso, quindi, il consiglio generale è quello di consumare alimenti a base di soia lontano dall’assunzione del farmaco.

Alla luce di questo, quindi, nei soggetti in cui la tiroide funziona correttamente non ci sono rischi dal consumo della soia, mentre le persone che presentano già una funzionalità tiroidea compromessa dovrebbero limitarne il consumo [5].

L’utilizzo della soia è stato molto discusso anche in ambito oncologico.

L’attenzione è stata rivolta soprattutto ai tumori più sensibili agli estrogeni come quelli del seno, dell’endometrio e della prostata [6].

Recenti studi hanno evidenziato un possibile effetto protettivo dei fitoestrogeni nei confronti di questo tipo di tumori e, in particolare, nei confronti del tumore al seno.

Gli isoflavoni presenti della soia, in particolare genisteina e daidzeina, sembrerebbero in grado di contrastare la proliferazione delle cellule tumorali [6].

Allo stesso tempo, però, alcune perplessità sorgono per le donne che hanno avuto in passato diagnosi di tumore al seno. Alcuni dati, infatti, suggeriscono che i fitoestrogeni potrebbero stimolare la proliferazione delle cellule tumorali residue o interferire con le cure ormonali [7].

I dati ad oggi disponibili non chiariscono ancora con certezza la correlazione tra fitoestrogeni e tumore al seno; tuttavia in linea precauzionale è bene che le donne con precedente diagnosi di tumore al seno limitino il consumo di soia e non utilizzino integratori a base di quest’ultima.

In conclusione, la soia è un valido alimento dal punto di vista nutrizionale e può essere inserita all’interno di un’alimentazione varia ed equilibrata. In commercio si trovano moltissimi alimenti derivati da questo legume quali germogli, olio, latte, yogurt, lecitine, tofu, salsa fermentata.

Il consumo di soia, quindi, non ha controindicazioni per quanto riguarda la salute tuttavia, in alcune particolari condizioni, è consigliabile limitarne l’utilizzo.

 

BIBLIOGRAFIA

  1. Messina M. Vegeterian Nutrition & Health Letter. Loma Linda University, 1998.
  2. Soia: fitoestrogeni e lecitina contro i disturbi della menopausa
  3. Thozhukat Sathyapalan, Alireza M. Manuchehri, Natalie J. Thatcher, Alan S. Rigby, Tom Chapman, Eric S. Kilpatrick, Stephen L. Atkin, The Effect of Soy Phytoestrogen Supplementation on Thyroid Status and Cardiovascular Risk Markers in Patients with Subclinical Hypothyroidism: A Randomized, Double-Blind, Crossover Study, The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism. Volume 96, Issue 5, 2011 May; 1442–1449.
  4. Messina M, Redmond G. Effects of soy protein and soybean isoflavones on thyroid function in healthy adults and hypothyroid patients: a review of the relevant literature. Thyroid. 2006 Mar; 16(3): 249-58.
  5. Humanitas Salute. Tiroide, se funziona bene nessun rischio dalla soia
  6. Varinska L, Gal P, Mojzisova G, Mirossay L, Mojzis J. Soy and breast cancer: focus on angiogenesis. Int J Mol Sci. 2015 May 22; 16(5): 11728-49.
  7. Airc. I fitoestrogeni aumentano il rischio di cancro?
  8. Fondazione Veronesi. I mille benefici della soia

 

In collaborazione con la Dott.ssa Emma Marcolin

 

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